I disturbi di personalità dal punto di vista psicoanalitico
Laura Pedrazin, Laurea in Psicologia Clinica, Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano,
Ordine degli Psicologi della Lombardia n°25499
Disturbi di personalità.
La psicoanalisi ha fornito un contributo fondamentale alla comprensione dei disturbi di personalità, interpretandoli come esiti di conflitti psichici profondi e difficoltà nello sviluppo dell’identità. Rispetto agli approcci cognitivi e comportamentali, la psicoanalisi indaga le radici inconsce dei disturbi, cercando di comprendere come le esperienze infantili e le dinamiche intrapsichiche abbiano modellato la struttura della personalità.
Struttura della personalità e disturbi psicoanalitici
Secondo Sigmund Freud, la personalità è composta da tre istanze fondamentali: l’Es, il Super-Io e l’Io. I disturbi di personalità possono essere interpretati come esiti di uno squilibrio tra queste componenti. Otto Kernberg, tra i principali psicoanalisti contemporanei, ha sviluppato una teoria strutturale basata su tre livelli di organizzazione della personalità:
- Organizzazione nevrotica: caratterizzata da un Io ben integrato e una chiara distinzione tra sé e l’altro.
- Organizzazione borderline: caratterizzata da un’identità frammentata, meccanismi di difesa primitivi (come la scissione) e difficoltà nel regolare le emozioni.
- Organizzazione psicotica: caratterizzata da una grave compromissione della realtà e un Io molto debole.
I disturbi di personalità possono riguardare persone con diversi tipi di organizzazione di personalità e le relative caratteristiche varieranno lievemente in base al tipo di organizzazione.
Meccanismi di difesa e disturbi di personalità
I meccanismi di difesa sono processi psicologici automatici che l’individuo utilizza per gestire emozioni dolorose o conflitti intrapsichici. Essi possono essere più o meno maturi e influenzano profondamente il funzionamento della personalità. In generale, i meccanismi di difesa si suddividono in:
- Meccanismi di difesa più evoluti: contribuiscono a un adattamento efficace e alla regolazione emotiva. Alcuni esempi sono:
- Rimozione: esclude dalla coscienza pensieri o ricordi dolorosi.
- Sublimazione: trasforma impulsi indesiderati in attività socialmente accettabili.
- Razionalizzazione: giustifica un comportamento o un’emozione in modo logico per ridurne l’impatto emotivo.
- Isolamento affettivo: separa l’emozione dall’evento che l’ha provocata, permettendo di affrontarlo in modo distaccato.
- Meccanismi di difesa più primitivi: sono meno adattivi e spesso associati ai disturbi di personalità più gravi. Alcuni esempi sono:
- Scissione: separa rigidamente gli aspetti positivi e negativi di sé e degli altri, impedendo l’integrazione.
- Proiezione: attribuisce agli altri impulsi o sentimenti propri che risultano inaccettabili.
- Identificazione proiettiva: proietta parti di sé su un’altra persona e cerca di influenzarla affinché le viva e le agisca nella relazione.
- Diniego: rifiuta di riconoscere una realtà dolorosa.
- Acting out: esprime emozioni attraverso azioni impulsive, senza elaborarle cognitivamente.

Elenco dei disturbi di personalità secondo il PDM e relativi meccanismi di difesa
Il Psychodynamic Diagnostic Manual (PDM) classifica i disturbi di personalità secondo una prospettiva psicoanalitica. I disturbi di personalità sono di diversi tipi e si differenziano a seconda dei meccanismi di difesa usati prevalentemente dalla persona:
- Disturbo paranoide di personalità: caratterizzato da sospettosità e diffidenza estreme verso gli altri. Meccanismi di difesa: proiezione, negazione, razionalizzazione.
- Disturbo schizoide di personalità: marcato distacco dalle relazioni sociali e ridotta espressione emotiva. Meccanismi di difesa: isolamento, annullamento retroattivo, idealizzazione di un mondo interno.
- Disturbo schizotipico di personalità: comportamenti eccentrici, pensiero magico e difficoltà nelle relazioni. Meccanismi di difesa: dissociazione, pensiero magico, scissione.
- Disturbo borderline di personalità: instabilità emotiva, relazionale e dell’identità, con intensa paura dell’abbandono. Meccanismi di difesa: scissione, identificazione proiettiva, acting out.
- Disturbo narcisistico di personalità: grandiosità, bisogno di ammirazione e mancanza di empatia. Meccanismi di difesa: idealizzazione, svalutazione, diniego, proiezione.
- Disturbo antisociale di personalità: inosservanza e violazione dei diritti altrui, impulsività e mancanza di rimorso. Meccanismi di difesa: razionalizzazione, acting out, diniego.
- Disturbo istrionico di personalità: ricerca costante di attenzione, emotività eccessiva e teatralità. Meccanismi di difesa: dissociazione, repressione, drammatizzazione.
- Disturbo ossessivo-compulsivo di personalità: perfezionismo, rigidità mentale e controllo eccessivo. Meccanismi di difesa: isolamento affettivo, annullamento retroattivo, razionalizzazione.
- Disturbo evitante di personalità: forte timore del giudizio e tendenza a evitare relazioni per paura di rifiuto. Meccanismi di difesa: evitamento, proiezione, isolamento.
- Disturbo dipendente di personalità: bisogno eccessivo di essere accuditi, difficoltà a prendere decisioni autonomamente. Meccanismi di difesa: introiezione, identificazione, diniego della propria autonomia.
- Disturbo depressivo di personalità: persistente senso di inadeguatezza e pessimismo. Meccanismi di difesa: introiezione, repressione, idealizzazione dell’altro.
- Disturbo masochistico di personalità: tendenza a cercare sofferenza e autosabotaggio. Meccanismi di difesa: identificazione con l’aggressore, introiezione, negazione del bisogno di piacere.
Il ruolo delle esperienze infantili
Nella prospettiva psicoanalitica, i disturbi di personalità derivano spesso da esperienze infantili traumatiche, in particolare legate alle relazioni con le figure di attaccamento. Queste esperienze plasmano il modo in cui la persona percepisce se stesso e gli altri (senza che lei ne sia consapevole) e il modo in cui la persona si relaziona con il mondo. Ogni disturbo di personalità può essere considerato come un particolare tipo di adattamento che una persona ha trovato per far fronte nel miglior modo possibile -ma alla lunga disfunzionale- ai propri conflitti interiori e all’angoscia che ne deriva.
Trattamento psicoanalitico
La terapia psicoanalitica dei disturbi di personalità si concentra sull’esplorazione delle particolari credenze (su di sé, gli altri, il mondo), atteggiamenti e strategie inconsce che l’individuo si è costruito nell’arco della sua vita -che, irrigidendosi, hanno creato il disturbo di personalità-, per cercare di modificarle, rendendole più funzionali a una vita soddisfacente. Tecniche come l’interpretazione dei sogni, l’ascolto delle libere associazioni, l’analisi del transfert e delle difese consentono al paziente di acquisire una maggiore consapevolezza delle proprie dinamiche interne che possono portare a malessere e sofferenza.
Bibliografia
- Freud, S. (1923). L’Io e l’Es.
- Kernberg, O. (1975). Borderline Conditions and Pathological Narcissism.
- PDM Task Force (2006). Psychodynamic Diagnostic Manual.
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